
Venerdì scorso, tornando da Milano, come ogni giorno ho percorso a piedi un tratto della ciclopedonale della discordia su viale Belforte. Poco dopo l’incrocio con via Feltre, sul tratto verso via Molina, si avventurava una signora anziana col suo carrellino.
Oggi pensiamo che il mondo sia degli automobilisti, di quelli che non trovano parcheggio e di chi ha fretta al mattino per correre al lavoro, ma io penso che vadano ascoltate e rispettate tutte le voci, anche quelle che non urlano per imporsi sulle altre, perché magari sono isolate, o poco propense a battagliare. Confesso, mi sono sentita un po’ a disagio a riprenderla senza il suo consenso, anche se non la si riconosce perché è voltata di spalle: ma questo incedere tranquillo come fosse alla riconquista di un mondo perduto, quello di un quartiere che in gioventù aveva calcato o in tram o camminando liberamente senza traffico veicolare, mi ha commossa e così ho deciso di pubblicare la foto: credo che quest’immagine sia potentissima ed eloquente, e parli per tutti coloro a cui questa ciclabile piace ed è sinceramente utile.