Seleziona una pagina

Oggi il mio cuore è in lutto.


Sono appena tornata da Milano. Ho ripreso a fare la pendolare da due sole settimane e sto girando molto coi mezzi pubblici, di cui non posso che tessere le lodi perché viaggiare sull’autobus – la mia linea è la 96 – e in metropolitana è bellissimo. Utilizzo poco i tram, ma adoro vederli passare e spesso mi fermo ad ammirarli, soprattutto quelli antichi, oggi tutti colorati, spesso sponsorizzati: ieri ero in piazza della Scala a leggere un libro durante la pausa pranzo e mi beavo dell’andirivieni di mezzi d’epoca che transitavano sotto il mio sguardo. Mi fanno tornare col pensiero a mio nonno Stefano, di professione artista e tramviere, che negli anni Trenta guidava il 9.

Ecco, appunto: oggi pomeriggio, ero già arrivata a casa perché al venerdì finisco presto con i miei impegni, vengo raggiunta dalla notizia che il 9 è deragliato. C’è una vittima, ci sono una quarantina di feriti. Dio mio, che tragedia. Sono sconvolta.

Non ho mai conosciuto mio nonno, disperso in Russia: la sua memoria riposa a Velate, con la nonna Francesca.

So che però di lassù sta piangendo anche lui, oggi, per quello che è successo al suo povero 9, al suo collega e ai suoi concittadini rimasti coinvolti nel disastro.

(Nella foto trovata negli archivi pubblici di ATM, l’unica immagine di mio nonno in mio possesso mentre guida il 9 di allora).