
Per seguire in differita i lavori della commissione:
Commissione Consiliare n.10 del 12-1-2026
Si è riunita nel tardo pomeriggio di questa sera la Commissione n° 10 – Attività Produttive e Sviluppo Economico, – presieduta dal consigliere Simone Longhini (FI), che ha visto la partecipazione, sul tema caldo della pista ciclabile in realizzazione su viale Belforte, o meglio ciclopedonale, degli esponenti della minoranza, compatti su una posizione fortemente critica, le associazioni di categoria (invitate sempre dalla minoranza, come precisato da Stefano Angei, vicecapogruppo Lega in consiglio comunale) e alcuni esponenti chiave della giunta, vale a dire l’assessore Andrea Civati, titolare del dicastero dell’Urbanistica e Lavori Pubblici, la vicesindaco e titolare dell’assessorato al Commercio Ivana Perusin e il Sindaco Davide Galimberti.
Un’ora e mezza di serrato dibattito in cui l’oggetto del contendere è stata univocamente l’utilità di una pista ciclabile ricavata sottraendo spazio alla viabilità del già congestionato viale, in particolare con un cantiere avviato a ridosso del Natale, dal momento che – come sottolineato dai vari esponenti della minoranza e dalle associazioni – ora alle automobili rimane, per uscire su viale Valganna e quindi in direzione Valganna e Valle Olona, la soluzione ad imbuto nei pressi del ponte di Via Ortello e cioè l’immissione in un’unica corsia praticabile, sulla quale tra l’altro grava anche la provenienza degli autobus di linea che precedentemente utilizzavano la corsia su cui ora è ricavata la nuova ciclabile (ndr: è difficile scriverlo, figuriamoci a pensarlo).
Una situazione – è stato osservato con particolare preoccupazione dai rappresentanti degli esercenti, Confcommercio e Confesercenti in prima linea – che ha già danneggiato gli utili del commercio locale, già abbastanza penalizzato, e che è stata percepita come calata dall’alto e frutto di mera logica politica, priva soprattutto di un preventivo colloquio con le associazioni preposte e con i cittadini. Un cantiere che rischia di danneggiare ulteriormente il commercio locale, fiore all’occhiello di Varese, se non adeguatamente ripensato, dal momento che è già abbondantemente avviato e che difficilmente potrà essere cancellato del tutto: eppure a cambiare idea – hanno sottolineato compatti dalla minoranza e dalle associazioni – si è sempre in tempo.
Significativi in particolare gli interventi di Luigi Zocchi, presidente di Federfarma, che ha evidenziato come la situazione del traffico che si vorrebbe proporre è simile a quella degli anni ’70 – “verrà fuori un rebelot” – , con un’amministrazione evidentemente “un po’ nemica degli automobilisti”; ma bisogna considerare – ha incalzato – che non tutti usano l’auto per divertimento, giacché “ci sono anche quelli che si spostano per necessità, per lavoro, oppure i corrieri che trasportano medicine, e stanno già subendo forti ritardi sulle tempistiche”. “Non è un peccato cambiare idea – ha concluso pungente portando l’esempio della sindachessa di Parigi che proprio nei giorni scorsi ha fatto marcia indietro sulle piste ciclabili e contestualmente “ha manifestato il desiderio di non più candidarsi”.
Il consigliere Giordano (FdI) ha amaramente constatato che “l’impatto è tale su un’arteria primaria per cui doveva essere prevista una sperimentazione in via prioritaria, un esempio pessimo di intervento finanziato dai fondi PNNR in una città che non ha bisogno di piste ciclabili, perché Varese ha una vocazione sportiva su due ruote ma non le caratteristiche urbanistiche, non ha una vocazione di piste ciclabili”. Di ciò sarebbe prova il fatto che vi è una “desertificazione dell’uso della bicicletta, quantomeno non c’è una domanda prioritaria per le biciclette”. Fondi provenienti dal PNNR mal spesi secondo Giordano, utilizzati secondo “una visione distorta della realtà, lontana dalle buone politiche amministrative, poiché le risorse del PNNR devono essere restituite tra l’altro e in questo modo non si produce ricchezza ma scompenso per la città. Per queste ragioni – ha concluso – ci dovrebbero essere una revisione e delle varianti nel progetto per limitare i danni e non rendere enormemente pesante l’impatto sugli esercizi commerciali sul tratto in questione”. Della medesima idea il consigliere di minoranza Roberto Puricelli – già presidente del consiglio comunale in epoca Fontana – che ha ribadito il fastidio per un mancato coinvolgimento preventivo delle associazioni e la preghiera di un passo indietro da parte dell’amministrazione, chiamata a ragionare non solo sulle prerogative dei commercianti ma anche “su quelle che sono le esigenze dei cittadini tutti di Varese”, e il presidente Longhini, che ha auspicato di poter “vedere se si può tornare indietro o comunque apportare i correttivi per ridurre al minimo i problemi ascoltando le osservazioni che sono state fatte”.
Dal canto loro, gli esponenti di giunta presenti, rivelando di aver in realtà incontrato già diverse volte le associazioni (seppur non preventivamente, è stato ammesso), hanno precisato che il tema va scorporato in due tronconi, perché appunto due sono gli interventi urbanistici che confluiscono in un’unica progettualità: la pista ciclabile finanziata da PNNR e la questione del cambiamento della viabilità. Ivana Perusin ha ricordato come dalla parte dell’Iper, la parte destra del viale, la pista ci sia già e sarà semplicemente ridisegnata e verranno tolti semplicemente due o tre parcheggi, laddove con la messa a sistema di Aldi è stato ricavato di recente un aumento di parcheggi all’interno del blocco parcheggio del supermercato, fruibile però dalla cittadinanza intera.
Altro problema ma congiunto è quello del cosiddetto “Isolato 23”, che riguarda in realtà un’idea di cambiamento della viabilità più importante a livello di impatto cittadino, perché – come ha sottolineato la vicesindaco – “Da oggi le auto gireranno in via Ledro per avviarsi al centro storico. Diciamo sempre che gli Svizzeri non entrano in Varese perché è difficoltoso, invece così lo faranno. ll confronto c’è e rimane aperto e deve continuare e ci aiuta a migliorare i progetti e anche a prendere dei miglioramenti sui singoli cantieri che lo richiedono”. Andrea Civati ha ribadito la duplicità dell’operazione, due interventi col medesimo obiettivo con sottesi altrettanti studi di viabilità, finalizzati da un lato a “snellire i tempi di percorrenza da tutte le strade a quella parte della città e aumentare la sicurezza pedonale e ciclabile dove il pedone viaggia senza alcuna sicurezza, (…) in una zona dove purtroppo gli incidenti ai danni dei ciclisti sono tanti (…) a dimostrazione che ci sono persone che vanno in bicicletta e dobbiamo aiutarli ad andare in sicurezza”. L’assessore ha poi ricordato che “tutti i cantieri hanno delle fasi di criticità che però sono monitorati costantemente da polizia locale e ufficio PNNR per (…) ridurre il più possibile i disagi del cantiere che sono purtroppo abbastanza normali quando le opere non sono sistemate, quando le fasi del lavoro restringono le carreggiate” Ha infine ammesso che “gli strumenti per eliminare completamente i disagi dei cantieri non sono moltissimi”. Intervenuto quasi in chiusura, il Sindaco ha confermato il doppio intervento di riqualificazione e rigenerazione ad ampio raggio di una coppia di quartieri importanti: Belforte, comprendendo anche la rigenerazione dell’area del Macello compresi gli aspetti inquinanti e Biumo; un’operazione “non frutto di un ritorno al passato ma legata dal fatto che la mobilità della città di Varese negli ultimi tempi è profondamente cambiata: “Largo Flaiano – ha detto – ci consente a fare ulteriori interventi per rendere più snello ed efficace il traffico cittadino”. Ha poi concluso evocando un’attività seriale di partecipazione e di confronto popolare che si sarebbe evidenziata sin dagli esordi del progetto, in fase di presentazione alla cittadinanza del nuovo PGT.
Inutile dire che il più battagliero di tutta la compagnia si è rivelato, al solito, il consigliere leghista Stefano Angei, residente in Biumo, che con il medesimo spirito martellante con cui ha presidiato il consiglio comunale fiume dello scorso dicembre ha anche piantonato quotidianamente i lavori della ciclabile: anche per lui, dunque, un doppio cantiere congiunto, per il quale ha chiesto sostanzialmente e ripetutamente trasparenza di intenzioni da parte degli amministratori, anche sulla questione dei fondi (esclusivamente di provenienza dal Fondo Nazionale PNNR oppure anche dagli oneri di urbanizzazione derivati dall’operazione della Lidl di via Carcano (la domanda non ha avuto risposta) e ricollegandosi alla questione dei 400 parcheggi liberi eliminati dal vicino comparto stazioni (all’interno della perimetratura della Stazione dello Stato è stata ricavata ampia area parcheggio, ma appunto disponibile liberamente solo per la prima mezz’ora di sosta, ndr).
In buona sostanza, un momento di confronto certamente utile, benché arroccato per ciascuna delle parti in causa sulle proprie prerogative: quelle dei lavori avviati per ragioni, potremmo sintetizzare, di modernizzazione dell’aspetto urbanistico cittadino e di miglioramento della sicurezza e della vivibilità ciclopedonale da parte degli amministratori, quelle del danno arrecato al commercio dal cantiere e della sottrazione in pianta stabile di spazio utile ai parcheggi per i commercianti.
Quello che stride, finalmente – ma questa, ci teniamo a precisare, è considerazione puramente cronistica, è la mancata partecipazione in questa sede (e in via prioritaria al dibattito generale) dei rappresentanti del consiglio di quartiere: come se la definizione dell’aspetto urbanistico, appunto, di un quartiere e della città tutta non riguardasse questo caposaldo della democrazia cittadina, o almeno percepito come tale sulla carta. In tutto questo, i cittadini, veramente, che non siano coinvolti in ragioni commerciali e di categoria, cosa pensano? Non si sarebbe potuto convocare una commissione congiunta?
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