
Oggi, 10 giugno 2026, in una giornata malinconica, piovosa e ventosa che si è rischiarata solo nel tardo pomeriggio, ricorrono i 15 anni esatti dall’ultima campanella della scuola “Edmondo De Amicis” di Valle Olona.
Non l’ha ricordato nessuno: ma ieri mattina ho voluto farlo io, in diretta di nuovo dagli archivi comunali di Varese, ospitata gentilmente nella trasmissione di Antonio Franzi “Tutta Varese ne parla”. Antonio è direttore di Radio Missione Francescana, e nell’anno francescano mi pare davvero un grande dono poter contribuire anch’io per ciò che mi compete alla causa. In particolare ieri era la Giornata Internazionale degli Archivi, e quindi mi ha fatto piacere riportare in vita una delle mie più belle storie per onorarla: una storia che è passata attraverso tanti archivi in realtà ed è lontana nel tempo, e che ha tanti finali.
Il primo è proprio quello della chiusura delle elementari di Valle Olona, avvenuta venerdì 10 di giugno del 2011. Ho condotto l’intervento radiofonico con il progetto vincitore aperto sul mio tavolo, quello che venne selezionato il giorno 8 marzo del 1933 e a tempo di record in pochissimi mesi fu realizzato e reso operativo nel gennaio successivo con l’ingresso delle scolaresche nella scuola: cose oggi praticamente impensabili. Si tratta del disegno degli architetti milanesi Filippo Beltrami e Giovanni Pestalozza, che concorse in un totale di 29 progetti e fu selezionato da una commissione nella quale spiccavano i nomi degli ingegneri Edoardo Flumiani e Alberto Alliaud. La commissione, ne sono ancora commossa, ne presentò la vittoria con queste parole: “E’ un bel progetto: di concezione razionale sana, geniale e nostrana; in cui con chiarezza, armonia e semplicità è stato sentito e trattato il tema della Scuola Rionale in località agreste”.
L’intervento radiofonico ha preso poi una piega del tutto diversa, perché mi sono riagganciata all’occasione dell’ultima campanella di 15 anni or sono per raccontare brevemente la storia di una maestra pendolare, Flora Vercelloni, a partire dalle ultime parole del suo diario di classe del 1943, che avevo ritrovato un decennio fa agli esordi del mio lavoro archivistico nei sotterranei della Righi, attualmente inagibili: un diario che si conclude il 20 di maggio in anticipo rispetto ai tempi di un normale anno scolastico a causa della guerra in corso. La maestra si trasferirà definitivamente a Milano, dove risiedeva con la mamma rimasta vedova, ma verrà a morire a Varese nel gennaio del 1986, proprio dove aveva inaugurato nel 1929 la sua carriera di insegnante: e la sua storia si lega nuovamente a quella del 2011 perché Flora, che non si era mai sposata (dai diari affiora un amore perso in guerra), lasciò per testamento una vita di risparmi all’Ospedale Maggiore di Milano, e parallelamente le ultime tre classi vallolonesi si congedarono con un lascito a favore del Ponte del Sorriso per il nascente nuovo Polo Materno Infantile.
Quella di Flora, maestra dapprima pendolare e poi sfollata che accolse in classe tantissime ragazzine che avevano perso la loro casa e la loro scuola nei bombardamenti, è una delle storie più struggenti che io abbia avuto fra le dita. La sento sempre vicina, come fosse una sorta di alter ego. Ho avuto l’emozione di ricevere da un’amica purtroppo recentemente scomparsa la sua foto di classe con le allieve, e la conservo come una reliquia.

Flora era di formazione montessoriana, ma anche profondamente cattolica e molto devota alla Madonna, tant’è vero che in una delle sue passeggiate racconta di aver portato le sue ragazze alla cappelletta di via Postumia per pregare la fine della guerra. Io non credo affatto nelle coincidenze, credo piuttosto nei segni: e mi auguro che quella pratica del Ministero che dovrebbe selezionare i progetti a cui ha concorso anche quello denominato “Varese Green, Hub di Ricerca e formazione per la mobilità sostenibile” ossia di riqualificazione della De Amicis in polo di ricerca nazionale intorno ai nuovi temi delle rivoluzioni urbanistiche legate ad una visione più verde, respirabile e armoniosa del tessuto cittadino si sblocchi al più presto. Ad oggi, 10 giugno 2026, si sa solo ufficialmente che è stata nominata la commissione di selezione dei progetti in data 16 ottobre 2025 e sul sito del ministero non compaiono più aggiornamenti sull’argomento da quella data. E però, visto che ormai le ciclabili stanno diventando pane quotidiano per queste lande, e chi scrive non rinuncerebbe più alla camminata quotidiana e al suo abbonamento sui mezzi pubblici… insomma, vedere di nuovo una scuola così bella in funzione e per una giusta causa sarebbe veramente un sogno ad occhi aperti: e ne sarebbe lieta anche Flora, maestra pendolare.
Qui il link per risentire la trasmissione su Spotify.


