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Ha avuto inizio ieri sera, martedì 9 dicembre, in Salone Estense il chiacchieratissimo consiglio comunale fiume che, senza soluzione di continuità eccezion fatta per il triduum 24-25-26 dicembre, sino al 30 di questo ultimo mese del 2025 sarà chiamato a pronunciarsi principalmente su circa 1500 emendamenti al bilancio (in origine 2117) richiesti dalla Lega in tema di sicurezza, decoro e altro.

La prima seduta, apertasi nel segno di un’esplicita citazione bossiana da parte del consigliere Bonoldi (che si è augurato venga raggiunta la quadra al più presto possibile), archiviata rapidamente la discussione dei primi punti all’ordine del giorno, si è rapidamente immessa nel nodo della questione, ossia la questione degli emendamenti. L’iter prevede che il relatore abbia tre minuti di tempo per presentarli; dopodiché, non essendo prevista discussione, si passa ai pareri (espressi da un membro della giunta o dal sindaco) e alle dichiarazioni di voto e poi appunto al voto stesso.

Inutile dire che in pochi minuti si è inteso quale fosse l’obiettivo dei contendenti: ridurre il tutto ad un braccio di ferro logorante fra una maggioranza ed opposizione ridotta ai minimi termini, ovverosia ad un duello personale fra sindaco e il consigliere Angei, promotore della stragrande maggioranza degli emendamenti in questione, fra i quali è volata ben più d’una scintilla. Le due polarità si sono ben presto definite: ad Angei, incalzante con la sua retorica lenta, pausata, cadenzata, enfatica, ridondante, volutamente soporifera si è opposta tagliente la netta chiusura del primo cittadino, la cui risposta al consigliere non è mai andata oltre un lapidario “parere negativo”. Secco e ostile il secondo, prolisso e snervante il primo, che di volta in volta ha aggiustato il tiro rimodulando progressivamente al ribasso monetario di pochi spiccioli la medesima formula di emendamento in emendamento, con un sottile gioco retorico mirato a far saltare i nervi più che ad acquisire interesse dall’avversario.

Ora, alcuni emendamenti in realtà sono passati, come quello degli impianti di condizionamento negli asili nido, cui ha plaudito l’assessora Dimaggio, o quello proposto dalla consigliera leghista Bison sulle manutenzioni al verde pubblico, per 10mila euro (in origine 20mila richiesti). Barbara Bison è anche la compilatrice di uno degli argumenta più originali, piombato come ventata d’aria fresca in una serata dall’aria decisamente pesante: la proposta di gemellaggio con la madrepatria estense Ferrara, cui plaudo personalmente perché da tempo è il mio pallino, mettere in relazione le città estensi e me ne sono occupata spesso anche sulla Voce. Ovviamente approvato all’unanimità. La candidata sindaca mancata alle ultime amministrative (peccato) si è alternata brevemente con simpatia al monologo granitico di Angei sul Park and Bus, tema clou dell’invettiva del consigliere biumensino, con l’effetto purtroppo di evidenziare ancor di più il disagio di una platea intera – maggioranza ed opposizione – costretta a subire il match a due che si è protratto sino a mezzanotte, con un colpo di scena: la richiesta da parte della minoranza di una riunione dei capigruppo prima della nuova seduta di mercoledì sera, segno che qualche cedimento d’intenzione si è manifestato proprio dalla parte promotrice del tour de force.